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Hikikomori, il mondo in una stanza

by Vanityfair.it RSS

Hikikomori, il mondo in una stanza

Un figlio «Come te lo posso spiegare? Non so se sai com’è sentire il nulla. Non so se sai com’è quando c’è qualcosa, dentro di te, e corrompe tutto il resto. Forse ti posso dire che è come avere una fitta costante allo stomaco, ma non è un dolore fisico, è che non credi più nelle persone». Frederick ha 21 anni e parole molto precise per raccontarsi e raccontare la cosa – la chiamiamo cosa perché lui non vuole chiamarla malattia, a un certo punto converremo su «disagio» – che gli tiene compagnia da dieci anni, da quando, ancora alle scuole medie, comincia a sentirsi meglio quando sta da solo. «I miei genitori lavoravano moltissimo. E quando tornavano a casa, la sera tardi, erano troppo stravolti per stare con me. C’erano, ma solo fisicamente. Così io, a parte le ore di scuola, ero quasi sempre da solo. Allora...

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